Santa Lucia

la tradizione e i Lussekatter

Il 13 dicembre si festeggia santa Lucia, la patrona dei contadini, dei maestri nell’arte del vetro, dei cugini, dei sarti, degli artigiani produttori di coltelli, degli stampatori, di notai, badanti e portinai. In Inghilterra è la patrona degli scrittori, degli avvocati.

Da sempre è invocata dai ciechi, dai bambini malati e per le malattie degli occhi, per la cecità fisica e mentale.

Per il cattolicesimo si festeggia santa Lucia vergine da Siracusa, che morì per la sua fede ed è considerata una martire.

La celebrazione della messa di santa Lucia è l’unione di due tradizioni: la lunga notte pagana di Lussi e il giorno cristiano di Lucia. Lussi e Lucia sono letteralmente come il giorno e la notte. Il male e il bene.

Lussiblott, la più pericolosa dell’anno, era densa di superstizione: secondo il credo popolare, tutte le forze del male erano liberate e l’oscurità combatteva per il suo potere.

Lussi aveva tratti demoniaci e un carattere pericoloso: per la leggenda, era stata la prima moglie di Adamo e progenitrice di tutti gli esseri del sottosuolo.

In questa notte emergeva Oskorsreia, che sta per Åsgård-reiden (“la caccia o la cavalcata di Asgard”): Landstad, in Mytiske og andre sagn, una collezione di materiale popolare raccolto nella regione norvegese del Telemark, indica che la parola ha in sé l’etimo di osko, da Åsgård, “casa degli dei”, ma anche collegato a öskurligr, “terribile”.

Oltre a indicare un essere a metà tra due mondi, Lussi era anche un’indicazione del tempo, poiché a Lussinatt aveva inizio la stagione del Natale, percepita come la più pericolosa sia per gli uomini che per gli animali: sia la filatura che la trebbiatura andavano completate. Bisognava anche cominciare a cuocere pane e dolci e preparare la birra di Natale. A tarda sera Lussi si mostrava: assaggiava e verificava che il lavoro fosse svolto bene. Se così non fosse stato, si poteva vedere un viso contorto e orribile che premeva contro una finestra.

La notte di Lussi era l’unica notte dell’anno in cui gli animali potevano parlare tra loro. Tutti si rintanavano in casa perché, dicono le leggende, a mezzanotte la stalla “era viva”.

Del resto, l’unione tra la Lucia sacra e la Lussi pagana è collegata al nome del diavolo, Lucifero, che ha portato le credenze popolari a essere collegate al mondo infero e oscuro.In realtà è la stessa etimologia per luna e luce. Lucifero, epiteto per Satana, era anche il nome della stella del mattino, Venere, nel cielo prima dell’alba, oltre che un epiteto per Diana, dal latino Lucifer “che porta luce” da lux (genitivo lucis) + ferre “portare”.

In Svezia si festeggia sin dal 1600 la Lussenatten: i bambini vestiti di bianco cantano Ute är mörkt och kallt (“fuori è buio e freddo”) e una ragazzina è “la Lucia”, con candele illuminate in testa, che riporta la luce nel mondo.

In Croazia e in Ungheria si piantano semi di frumento affinché siano cresciuti per il giorno di Natale, perché il mondo si risvegli verso la primavera.

Le giornate si allungano, anche se è il 13 e non il 21 (giorno del solstizio), e i dolci tipici della giornata sono i gattini di Lucia, i lussekatter, realizzati con lo zafferano, il colore del sole, anch’esso di buon auspicio. La loro forma a spirale rappresenta l’antico simbolo tradizionale del fluire della vita, quindi l’abbandono del buio e il ritorno della luce, che risale all’Età del Bronzo.

Anche qui, la leggenda vuole che Lussekatter traduca anche “Lucifero e i gatti”: il diavolo prese le sembianze di un gatto per impaurire i bambini. Gesù donava ai piccoli più meritevoli dei dolci colorati di giallo che, luminosi, avrebbero allontanato il diavolo.

Per prepararli, metti in ammollo 20 g di uvetta in acqua tiepida. Sciogli lievito di birra fresco in 50 g di latte di mandorla a temperatura ambiente. Versa altri 350 g di latte in un pentolino e aggiungi 2 g di pistilli di zafferano, o cartamo. Scalda sul fuoco per pochi minuti. Versa in una planetaria con 800 g di farina, lievito, 170 g di zucchero e un pizzico di sale. Aggiungi poco alla volta 150 g di burro in pezzi. Lascia poi lievitare l’impasto per 2 ore. Crea delle palline e da ognuna ottieni un piccolo filone, a cui darai forma di “s attorcigliata”. Metti l’uvetta al centro di ogni spirale ai due capi. Sistema su una teglia rivestita di carta forno e lascia riposare per mezz’ora. Se vuoi puoi spennellare i “gattini” con tuorlo d’uovo battuto o con aquafaba montata con un pizzico di cartamo. Cuoci in forno a 180° per 20 minuti. Lascia raffreddare e… che luce sia, piena di vita e speranza per tutti!

p.s. con la stessa ricetta puoi preparare i Lussekatter con, in mezzo all’impasto, del cioccolato fondente o, se preferisci, delle brioche per la colazione con canditi di melone o fichi, e una spolverata di zucchero a velo al finocchietto selvatico!

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