Fragolina

Una favola nel bosco

C’è una bellissima storia che raccontano le fragoline di bosco, che ora iniziano a spuntare come una magia nei boschi e nei prati più esposti all’ombra.

In inglese Fragaria vesca è chiamata strawberry, letteralmente “bacca della paglia”.

Le fragole sono pseudocarpo, cioè falso frutto (in botanica si definisce falso frutto la struttura che deriva dalla trasformazione non soltanto dell’ovario, ma anche di altri organi del fiore, come ricettacolo o parti del perianzio – sepali o petali -) e sono morbidissime, così quando si raccolgono se vengono “ammassate” si rovinano.

In Scandinavia era ed è abitudine raccoglierle infilandole in uno stelo di “paglia” per questo motivo; del resto, il nome popolare svedese, smultron, fa riferimento proprio alla morbidezza del frutto, che si smält/smult (“scioglie”) in bocca.

E come non ricordare, a questo proposito, il magistrale film Smultronstället di Ingmar Bergman, letteralmente “Il posto delle fragole (selvatiche)”?

Nei paesi anglofoni strawberry è in realtà, oggi, l’ibrido “da giardino” (Fragaria x ananassa), che però nella raccolta è meno morbida e, dato che è più pesante, non si mantiene sul filo di paglia. E non è selvatica.

Linneo adorava le fragoline, le faceva raccogliere per curare la gotta.

La regina Lovisa Ulrika le faceva crescere selvagge al castello di Drottningholm (nome evocativo: “l’isolotto della regina”, pensatelo pieno di fragoline!) per assicurarsi che quando il nostro caro botanico andava a trovarla potesse avere sempre 4 porzioni al giorno.

Nel 1755, nel suo Flora Suecica, Carl von Linné scriveva: “Svenskt namn smultron, i Småland jordbär, i Dalsland jolebär, på Gotland rödbär, i Hälsingland snytterbär, i Bohuslän backbär, i Västergötland hättebär. Växer mycket allmänt på öppen och torr skogsmark. Genom att varje år äta stora mängder färska bär har jag under många år varit helt befriad från min elakartade podager (gikt). Bären upplöser tandsten utan att fräta; ej ens förtärda i stora mängder vållar de någon skada, och de är därför den främsta medicinen mot stenplågor och podager. Bären är välgörande även vid tvinsot”.

Vale la pena tradurre lo svedese: “in svedese le chiamano smultron, nello Småland (che non è un parco giochi!) jordbär “bacche di terra”; nel Dalsland “bacche di Natale”; nello Hälsingland snyttebär “bacche del muso”; nel Bohuslän “bacche del retro”; nel Västergötland “uva spina”. Cresce comunemente nei boschi aperti e asciutti. Mangiando grandi quantità di bacche fresche ogni anno, per molti anni sono stato completamente liberato dai miei baccelli maligni (gotta). Le bacche sciolgono il tartaro senza corrodere i denti; nemmeno ingerite in grandi quantità, provocano qualche danno, e sono quindi la principale medicina contro i disturbi da calcoli e gotta. Le bacche sono benefiche anche in caso di demenza”.

Buona scorpacciata di fragole, raccolte sempre senza deturpare gli habitat!

E ricordate che presto infileremo altre bacche, ma stavolta per propiziarci un autunno dal raccolto proficuo e tener lontani i maligni spiriti! ❤️

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