Selvatiche da fumo

Il fumo in etnobotanica

Oggi quando si pensa al fumo vengono in mente subito sigarette e Cannabis: lo sapevi però che in tutto il mondo sono state e sono numerosissime le specie vegetali utilizzate per essere fumate, sia per la loro composizione chimica che, in particolare, per gli effetti che queste sostanze hanno sul corpo umano?


Una delle erbe che l’uomo ha fumato da tempo è il verbasco, di cui avevamo già parlato qui. Si tratta di una specie spontanea considerata medicinale perché “pulisce” le infezioni e le infiammazioni ai polmoni. In etnobotanica è rinomato il suo uso come espettorante, poiché aiuta a risolvere la congestione respiratoria e fa sì che venga espettorato il catarro. Il verbasco non ha profumo, quindi viene considerato un’erba “base” per un blend selvatico da fumare. Il verbasco troppo essiccato non è adatto per esser fumato, per cui va lasciato leggermente umido oppure vanno bagnate le foglie, pochissimo, e strofinate tra loro per ottenere il miglior risultato.


Un’altra spontanea citata in etnobotanica per esser fumata è il Marrubium vulgare, nativa del Mediterraneo: un potente antinfiammatorio, in particolare per l’apparato respiratorio. L’uomo l’ha usato nel corso della storia per trattare la bronchite, la tosse ricorrente e l’asma. Il marrubio ha un’alta percentuale di marrubina, dalle proprietà espettoranti e che in più stimola anche l’appetito. Questa selvatica è stata anche usata come analgesico, in quanto fa passare i dolori in generale ma nello specifico alcune tribù la usavano per il mal di testa e il mal di denti. Una curiosità che ci fa capire quanto il marrubio sia importante da sempre per l’umanità è che la pianta aveva già un nome, Marrob, per gli antichi Ebrei, e che per loro era una delle cinque erbe sacre utilizzate tradizionalmente nella festività di Pasqua.

Un’altra selvatica meravigliosa, considerata erba sacra per secoli, citata nella Bibbia come erba che pulisce e depura, è l’issopo; spesso unita al marrubio per curare in modo potente i tessuti polmonari. L’issopo era utilizzato anche per curare l’enfisema, e come espettorante. Non solo elimina il muco, ma lenisce le membrane irritate; in più allevia l’ansia e stimola la concentrazione. Erba molto potente nella depurazione corporea, fa sudare alcune persone nel momento in cui inizia la detossificazione, facendo uscire tutte le tossine dal derma.

Ci sono anche due specie rinomate in etnobotanica perché aiuterebbero a smettere di fumare: una è il lampone, Rubus idaeus, le cui foglie, oltre a contenere numerosi elementi medicinali, sono sempre state considerate un’alternativa al tabacco, e in più la scienza evidenzia come neutralizzi l’avvelenamento da nicotina. Le foglie di lampone erano utilizzate per far passare i dolori mestruali, infatti si tratta di un’erba sedativa che ha un effetto calmante sul sistema nervoso. Anche le foglie di lampone sono un’ottima base per un blend da fumare.

L’altra è il bergamotto, un forte antisettico per i polmoni, ricco di oli essenziali che hanno proprietà curative, in particolare combatte le infezioni tra cui quelle polmonari. Comunemente usato per aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette, riduce notevolmente la dipendenza da nicotina sia in forma di erba da fumare che in forma di olio. La scienza ha dimostrato come aiuti in casi di dipendenza o disordini compulsivi. Infine, facendo parte della famiglia degli agrumi, eleva l’energia e alza le difese immunitarie.

Ci sono poi le erbe calmanti, come l’artemisia, la cui storia è da lungo tempo intrecciata con quella dell’uomo (basti pensare che la prima birra è stata fatta con lei!).

Le sue proprietà leggermente allucinogene hanno attratto popoli per secoli, facendo sì che venisse usata nei rituali e a scopi divinatori. Dal punto di vista medicinale, l’artemisia è simile alla Cannabis per i suoi benefici. È stata utilizzata dall’uomo per trattare problemi all’apparato cardiocircolatorio, febbre, raffreddore e tosse, parassiti intestinali, epilessia, problemi cerebrali, dolore cronico, problemi digestivi, nervosi, asma, dolori mestruali. Quando viene fumata, l’artemisia rilassa il corpo e è risaputo che aumenta la percezione e migliora il ricordo dei sogni. È leggera, come il verbasco, e quindi anch’essa è un’ottima base per il mix da fumare.

Cugino dell’artemisia è l’assenzio, famoso per il liquore anche se non è in realtà così forte come allucinogeno. Prima che fosse infuso in alcol, l’assenzio era venerato dall’uomo come erba medicinale: è un anestetico leggero, che dà sollievo al dolore e ai crampi muscolari e mestruali. Il fumo di assenzio dà effetti lievi di riduzione del dolore, del mal di testa e persino dei reumatismi.

Una delle erbe forse più conosciute, l’iperico o erba di san Giovanni, stabilizza l’umore ed è risaputo che l’uomo l’ha sempre usata per alleviare la depressione e la malinconia, tant’è che uno dei suoi soprannomi è, non a caso, “scacciadiavoli”. Riduce i sintomi dell’ansia e del disturbo ossessivo-compulsivo. Se fumato, l’iperico è un sedativo che migliora l’umore, eliminando la tensione in tutto il corpo.

Infine, una spontanea che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae: Scutellaria, conosciuta dall’uomo per molteplici benefici salutari, in primis per ridurre ansia e insonnia. Aiuta molto il sistema nervoso, in particolare fa passare i mal di testa nervosi.

Come preparare il blend da fumare: bisogna pensare a tre specie, ovvero la base (il vettore), un’erba con un ruolo specifico di supporto, e un’erba aromatizzante che dia profumo/sapore.

Abbiamo già visto che due erbe base ottime sono il verbasco e le foglie di lampone. La seconda erba è quella che serve per il problema: respiratorio, di ansia, insonnia, dolore.

Infine, per aromatizzare, possiamo davvero giocare: menta per la salute delle vie respiratorie, lavanda come calmante e antistress, finocchietto e angelica per problemi digestivi e reflusso, ad esempio.

E se si vuole aggiungere qualcosa per equilibrare il tutto e rendere il mix gustoso e particolare, un po’ di corteccia di salice, ma proprio poca.

Questi sono tutti suggerimenti dati dall’etnobotanica, recuperando informazioni da vari popoli e tribù. Naturalmente si può anche scegliere di non fumare ma preparare degli smudge, e comunque vale sempre la regola di rivolgersi a un erborista qualificato, in particolare se si hanno patologie o si assumono farmaci, e di evitare il tutto in gravidanza e allattamento.

Buona sperimentazione, e se hai bisogno di consigli scrivimi!

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