Oskorsreia e il Lussablot

Il 13 dicembre si festeggia santa Lucia, nei paesi nordici Lussablot, notte oscura e romantica.

Prima di leggere, qui si può ascoltare la musica norvegese dedicata alla Lussi Langnatt

Il 13 dicembre si festeggia santa Lucia, nei paesi nordici Lussablot, considerata una delle notti peggiori dell’anno; ci sono tuttavia dei tratti leggeri e romantici, prima di

considerarne il lato oscuro.

Se si voleva conoscere il futuro sposo o la futura sposa, in Norvegia si sbucciava una mela e si buttava la buccia dietro le spalle. Una volta caduta per terra, si guardava la

forma che la buccia aveva assunto cadendo: qualunque lettera emergesse dalla sua forma sarebbe stata l’iniziale del nome del futuro coniuge.

Questa era considerata una notte di puro terrore: tutte le forze del male, infatti, cominciavano a emergere dal sottosuolo e, in particolare, in questa notte emergeva Oskorsreia.

Questo nome sta per Åsgård-reiden (“la caccia o la cavalcata di Asgard”), pronunciato “Osgor-reie” o “Osgor-reia”. Gli abitanti della regione di Hjartdal (Norvegia) e coloro

che abitano vicini pronunciano “Osgo-reia”.

Alcuni sostengono - in riferimento al nazionalismo romantico di cui era impregnato M. B. Landstad, che ne scrisse nel suo Mytiske og andre sagn, una collezione di storie

popolari e altro materiale raccolto nelal regione del Telemark - che la parola abbia in sé anche l’etimo di osgo/osko derivante da Åsgård, in norreno Ásgarðr, da ǫ́ss (o áss,

ás,plurale æsir; femminile ásynja,plurale ásynju), con il significato di “casa degli dei” – letteralmente “recinto delle divinità Æsir -.

Non va sottovalutata la possibilità di un’etimologia in öskurligr, “terribile”.

Secondo la tradizione popolare, o sono gli stessi dei Asi a cavalcare con i loro eroi o einherjer, o può trattarsi anche della cavalcata degli eroi caduti che ora risiedono ad Asgard insieme alle valchirie che lì li avevano portati. Sembra che questa sia l’ipotesi più plausibile, poiché si incontrano i vecchi eroi Sigurd Fåvnesbane e la sua amante Gudrun, e Gunnar. Tuttavia Brynhild, che non dovrebbe mancare in questa compagine, non è menzionata.

La Oskorsreia a volte viaggia di giorno, ma soprattutto di sera e di notte, e in particolare nel periodo di Natale.

Lei e la sua compagine cavalcano grandi cavalli con briglie tintinnanti e enormi armature. Puoi sentire il caos man mano che si avvicinano, prima di incontrarli.

Cavalcano su terra, su acqua e persino in cielo. Visti di fronte sembrano in forze e sani, ma dietro sono vuoti come alberi cavi, o potresti vedere una donna con la coda: la

chiamano anche Guro.

Guro (Gudrun) Åsgård cavalca di fronte - o com’è anche nota, Guro Rysserova (che significa coda di cavallo) -. È grande e temibile, e il suo cavallo è nero e si chiama Skokse, anche se nella ballata di Sigurd Svein si chiama Skerting (nota: viene spesso chiamata Guro Åsgård, l’epiteto Rysserova è probabilmente un’aggiunta successiva, e

probabilmente viene dal mescolarla con altre donne tusse  - abitanti del sottosuolo, come i troll -).

Il marito di Guro si chiama Sigurd, anche se alcuni sostengono che lei sia la moglie di Odino e che sia venuta con lui da est di Asgard, ma a quanto pare non è l’opinione più

comune.

Altri sostengono comunque che il nome Guro sia solo il nome di una strega o di una donna degli huldrefolket, il popolo nascosto.

In alcune storie Oskorsreia rapisce sia vivi che morti. È stato suggerito che lo faccia perché le piace uccidere, in realtà rapisce le anime. Si tratta, ovviamente, di un presagio. Si narra nei testi di Landstad “in una riunione a Vå, sulla Raulandsstranda, ci furono una volta due morti in una rissa. Poi Åsgårdsreia apparve la stessa notte, scese nel giardino e gettò le selle sul tetto della stalla”. In realtà si trattava di una pratica abbastanza comune perché i tetti erano alti per le capre che quindi non sarebbero salite a mordere la pelle delle selle.

Un altro racconto: “quando Knut Vestå accoltellò Olav Gjersund uccidendolo a una festa di fidanzamento a Bygland nel Brunkeberg, Åsgårdsreia era stata lì la notte prima

e aveva messo le sue selle sul tetto della stalla”.

In alcune storie basta esclamare il nome di Cristo e la Oskorsreia scompare. Nei racconti di Landstad una formula efficace sembra essere “Guro (Rysserova), nascondi la tua coda!" che fa fuggire la compagine demoniaca.

La celebrazione della messa di santa Lucia in questo giorno è l’unione di due tradizioni: la lunga notte pagana di Lussi e il giorno cristiano di Lucia.

Lussi e Lucia sono letteralmente come il giorno e la notte. Il male e il bene.

La notte di Lussi, la più pericolosa dell’anno, era densa di superstizione e dispetti.

Secondo le credenze popolari, tutti i tipi di forze del male venivano liberate durante questa notte e l’oscurità combatteva per il suo potere. C’erano molti significati magici

collegati a questo periodo del Natale.

Lussi aveva tratti demoniaci e un carattere pericoloso. Secondo numerose storie, era stata la prima moglie di Adamo ed era la progenitrice di tutti gli esseri del sottosuolo.

Vagava lungo le mura di casa e cercava i bambini cattivi, cavalcava nel cielo su fieri cavalli con il suo terrificante compagno.

Julereia - Nils Nilsen Bergslien, 1922

Inizia la stagione natalizia

Oltre a indicare un essere a metà tra due mondi, Lussi era anche un’indicazione del tempo, in quanto proprio nella sua giornata, o meglio a Lussinatt, “la notte di Lussi”,

aveva inizio la stagione del Natale. Questo era percepito come il periodo dell’anno più pericoloso sia per gli esseri umani che per gli animali.

Prima della notte di Lussi sia la filatura che la trebbiatura andavano completate.

Bisognava anche cominciare a cuocere pane e dolci nel forno e preparare la birra di Natale.

A tarda sera arrivava il momento in cui Lussi si mostrava. Assaggiava e verificava che il lavoro fosse stato svolto bene. Se così non fosse stato, si poteva vedere una faccia

contorta e orribile che premeva contro una finestra.

La notte di Lussi era l’unica notte dell’anno in cui gli animali potevano parlare tra loro, sia nella stalla che fuori. I momenti prima della mezzanotte erano così spaventosi che tutti lasciavano le stalle poco prima. Tutti si rintanavano in casa, perché a mezzanotte la stalla "era viva".

Magia e ritorno

Quella notte erano in giro anche tutte le streghe, alcune in chiesa travestite da gente normale. Ma potevano essere smascherate mettendo un crine di cavallo sotto la porta di ingresso della chiesa, così che la strega si sarebbe imbizzarrita come un cavallo nell’entrare, dimostrando così la sua vera natura.

Nello stesso momento apparivano Lussi e il suo compagno e con loro i morti cominciavano a muoversi. Anche nelle chiese vuote durante la notte. La paura di questo

avvenimento era così diffusa che veniva chiamata la “festa in chiesa”. Era più pericoloso ancora durante la notte di Natale, quando i morti avevano la loro messa e il loro riverbero illuminava le panche all'interno dell'edificio religioso.

Åsgårdsreiendi Peter Nicolai Arbo

Il cosiddetto Åsgårdsreien “il viaggio di Asgård” era una conseguenza delle anime morte.

Giungevano a cavalo di notte e in particolare nel periodo natalizio.

Åsgårdsreiendi Peter Nicolai Arbo, 1872

Lussiferden, il viaggio di Lussi

L’unione tra la Lucia sacra e la Lussi pagana è stata collegata al nome del diavolo, Lucifero, e ha portato credenze popolari collegate al mondo infero, oscuro e

demoniaco.

Lussiferden, norvegese per “il viaggio di Lussi”, era una cavalcata notturna di fantasmi, parallela alla Åsgårdrei natalizia, in cui anime morte e disturbate giungevano di notte su cavalli in fiamme o bastoni lucenti, facendo rumore. Coloro che non avevano finito la cena di Natale potevano ritrovarsi inclusi nel gruppo di queste anime che festeggiavano Lussi.

La Åsgårdreien giungeva sempre da nord, e quando la gente sentiva l’allarme poteva dire “Vai a nord e giù”, così da avere speranza di scappare. La frase “nord e giù” è usata

ancora oggi.

Per proteggersi durante quella notte bisognava mettere dell’acciaio sotto il letto e disegnare delle croci con il catrame sulle porte di case e stalle. Bisognava apporre un

gufo imbalsamato sulla porta della stalla. In particolare, i cavalli erano molto vulnerabili, in quanto erano spesso irrequieti notte tempo.

Se si era così sfortunati da essere all’esterno e vedere la Lussiferden, bisognava stendersi a terra e allargare le braccia a forma di croce. Così, si sarebbe stati visti da Lussi e i suoi compagni.

Alcune storie raccontano anche che le anime di coloro che dormivano potevano essere strappate dal corpo e portate via, lontano.

Santa Lucia è spesso rappresentata con gli occhi su un vassoio, poiché la legenda racconta che si levò gli occhi così che colui che era innamorato di lei non potesse ammirarli. (“Santa Lucia”di Domenico di Pace Beccafumi, 1521

Santa Lucia è spesso rappresentata con gli occhi su un vassoio, poiché la leggenda racconta che si levò gli occhi così che colui che era innamorato di lei non potesse ammirarli.

(“Santa Lucia”di Domenico di Pace Beccafumi, 1521

Santa Lucia

Il giorno di Lucia si festeggia la festa cattolica di santa Lucia vergine da Siracusa (286-304 circa), che morì per la sua fede. Aiutò i poveri, compì un miracolo e si rifiutò di

sposare un nobile pagano. Per questo fu condannata a lavorare in un bordello. Quando fu condotta lì, divenne come una roccia inamovibile e non si lasciò guidare né da

guardie né da una coppia di buoi. Quindi il governatore decise che Lucia doveva essere bruciata sul rogo. Ma la legna non prese fuoco. Fu uccisa con una spada alla gola, il 13 dicembre 304. È considerata una martire.

La Luciemesse, la messa di Lucia, era celebrata in tutti i paesi nordici fino alla riforma (in Norvegia nel 1537). In Svezia, la Lussenatten è stata celebrata sin dal 1600, mentre il giorno di santa Lucia nella sua tradizione ebbe origine nel 1928 a Stoccolma.

La tradizione svedese di far cantare i bambini vestiti di bianco la mattina del 13 dicembre e dei lussekatten (dolci tipici) fu registrata in Norvegia e Danimarca dopo la seconda guerra mondiale.

Lussekatter

I lussekatten, letteralmente “i gatti di Lucia”, sono realizzati con lo zafferano, considerato il colore del sole e della luce, e la loro forma a spirale rappresenta l’antico simbolo tradizionale del fluire della vita, quindi l’abbandono del buio e il ritorno della luce, che risale all’età del Bronzo (1800-500 a.C.).

La notte di Lucia era considerata la notte più lunga dell’anno fino al 1700 quando la Danimarca e la Norvegia scelsero il calendario gregoriano. prima, era la notte del

solstizio d’inverno, e Lussinatt la più lunga dell’anno.

Il nome femminile Lucia e la variante Lucie erano, secondo il Norwegian Personal Names Dictionary, conosciuti in Norvegia sin dal 1300. Molto comuni nella Norvegia nordoccidentale, nel Trøndelag e nella Norvegia settentrionale nel XVIII secolo, parzialmente anche nelle forme norvegesi Lussi e Løssi (nel Møre og Romsdal). Era un

nome usato anche nelle aree dei Sami come Lussjije.

Del resto, nella Snorres saga, si racconta che il re Haakon Haakonsen morì intorno a “Luciemesse”.

Lucia è la santa patrona dei contadini, delle prostitute pentite, dei maestri nell’arte del vetro, dei cugini, delle sarte e dei sarti, degli studiosi di salmi, degli artigiani che producono coltelli, degli stampatori, dei notai, delle badanti e dei portinai.

In Inghilterra è la santa patrona degli scrittori, degli avvocati, delle portinaie e dei portinai; è inoltre invocata dai ciechi, dai bambini malati, per le malattie degli occhi, per la cecità fisica e mentale, per le emorragie, le infezioni alla gola e la dissenteria.

Pubblicato su academia.edu

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Azienda Agricola Pikniq

di Filomena Valeria Eleonora Matarrese

via delle noci, 7 - Colle Brianza (LC) - Italy

Telefono: (+39) 039 5783445

Per inviarci un messaggio compila il modulo di contatto.

     No

Per poter accedere al modulo di contatto dichiaro di aver prima preso visione, cliccando questo link, di come saranno trattati i miei dati personali ai sensi del Regolamento UE (GDPR) 2016/679.

Ho preso visione di come saranno trattati i miei dati personali ai sensi del Regolamento UE (GDPR) 2016/679.