Acetosella

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L’acetosella è il nome comune dell’acetosella dei boschi (Oxalis acetosella L.). Altri nomi comuni a livello nazionale in Italia sono: pan di cuculo, agretta, trifoglio acetoso, erba brusca, alleluja, carpigna, carpina, lujola maggiore, pancúculo.
Famiglia: Oxalidaceae
Habitat e descrizione: pianta erbacea alta fino a 12 centimetri, molto diffusa in Europa; in quella meridionale cresce solo sui rilievi montani e sulle Alpi dove è possibile trovarla anche oltre i 2000 metri. È presente in Asia e America settentrionale. Vive negli orti e negli incolti umidi.
Usata anche come pianta decorativa, l’acetosella fiorisce in aprile-maggio con un bel fiore bianco striato in rosa o blu.
Le foglie sono picciolate, obcordate e trifoliate.
Il frutto è una capsula ovoidale.
Raccolta: primavera, al momento della fioritura.
Parti usate: fiori e foglie.

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“Le di lei foglie avendo la figura d’un cuore umano han fatto ascrivere questa pianta alle cardiache”: è quanto affermava nel 1784 Fusanacci, specificando però che “tuttavia è fallace qualunque segno, né si può dire differente dall’acetosa, se non che ella sia più antiscorbutica”.
Nel 1800 Antonio Campana affermava: “contengono lo stesso sale dell’acetosa, e hanno la stessa virtù. Il sopraossalato di Potassa che si ottiene da queste diverse piante, unito allo zucchero e alla buccia di limone, è adoperato per fare limonate secche da viaggio, o sale essenziale di limone, acidule, antisettiche, rinfrescanti, diuretiche. Le foglie e il sugo giovano nello scorbuto, e malattie della pelle”.

È ancora Campana a descriverci il procedimento mediante il quale possiamo ottenere il “Sal d’acetosella”: “Sugo espresso d’acetosella, quanto vuoi. Esponi in vaso di vetro a bagno maria acciò si chiarisca, filtra e svapora il liquore limpido in vaso di terra verniciato a consistenza di sciroppo. Così ridotto ponilo in diversi piccoli matracci, lascialo per qualche tempo in riposo in luogo fresco per cristallizzare. All’acetosella potrai sostituire l’acetosa volgare. Per rendere i cristalli puri, gli scioglierai in acqua stillata, per farli di nuovo cristallizzare. È rifrigerante, e diuretico. Dose, fino a uno scropolo”.

Le foglioline dell’acetosella, dal sapore acidulo tra il salato e l’acre del succo di limone, si possono masticare crude per calmare l’arsura della sete.

Le foglie raccolte con i gambi si possono utilizzare in insalata o per aromatizzare minestre, salse e arrosti.

Componenti principali: acido ossalico, antrachinoni, acido ascorbico.
Gravi fenomeni di intossicazione possono essere provocati dagli ossalati contenuti nella pianta: bisogna quindi ingerirla in modiche quantità e naturalmente l’uso va evitato a chi soffre di patologie epatiche.

L’azione dell’acetosella è diuretica, depurativa, rinfrescante, febbrifuga, antiscorbutica, astringente.

Come astringente, diuretico e depurativo del sangue, nei disturbi gastrici, nelle congestioni epatiche, nelle nefriti, si consiglia un infuso (un cucchiaio di droga in una tazza di acqua bollente per 5 minuti): prenderne 2-3 tazze al giorno. Questa tisana ha anche azione febbrifuga.

Per curare le infiammazioni della bocca si possono masticare delle foglie fresche, più volte.

Anche per calmare la sete si possono masticare le foglie.

Qualcuno mescola le foglie all’insalata, sostituendo l’aceto o il succo di limone.

Allo stesso genere appartiene Oxalis pes-capræ L., acetosella gialla, dai fiori gialli portati da uno scapo senza foglie: originaria dell’Africa meridionale, è divenuta comune anche in Italia, nei campi abbandonati incolti e a bordo strada.

È attestata come pianta comune nell’isola di Malta già dal XIX secolo.

RICETTE

Crema all’acetosella

Ingredienti: 250 grammi di foglie; olio evo q.b.; sale non iodato q.b.; cipolla; farina 50 grammi; latte 350 ml.; brodo 350 ml.; 25 grammi formaggio; due uova

Procedimento: soffriggere in due cucchiai di olio la cipolla e le foglie di acetosella già pulite e tritate, aggiungere la farina, stemperare con latte e brodo caldi e far sobbollire per venti minuti.

Salare e versare la crema in una zuppiera su due tuorli di uova sbattuti con formaggio.

Si serve in coppette individuali accompagnata da crostini di pane.

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Inglese: Wood-sorrel, Cuckoo bread, sour grass
Sorrel < piccola pianta perenne, tardo XIV secolo, dall’antico francese surele (XII secolo, francese moderno surelle) < sur “sour” < francone *sur o altra fonte germanica; < protogermanico *sura “acre”, fonte anche dell’antico alto tedesco e dell’anglosassone sur “acre”, v. inglese moderno sour (agg.). Così chiamata per il gusto delle sue foglie.
Anglosassone sur “acre, acido, asprigno, fermentato” < protogermanico *sura- “acre”, fonte anche del norreno surr, medio olandese suur, olandese zuur, antico alto tedesco sur, tedesco moderno sauer < radice protoindoeuropea *suro- “acido, salato, amaro”, fonte anche dell’antico slavo ecclesiastico syru, russo syroi “umido, crudo”, lituano sūras “salato” e sūris “formaggio”. Del resto, anticamente la pianta essiccata era utilizzata come agente cagliante per latti vegetali.

Francese: oxalide petite-oseille, pain de coucou

Tedesco: Wald-Sauerklee

Spagnolo: acederilla, pan de cuchillo

Latino: acetum